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Luigi Russolo

/Opere e biografia

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Solidità della nebbia, 1912
Olio su tela, 100 x 65 cm
Collezione Gianni Mattioli
Deposito a lungo termine presso la Collezione Peggy Guggenheim, Venezia


Luigi Russolo, in un certo senso più di ogni altro futurista, cerca sistematicamente di rappresentare le immagini contenute nel Manifesto tecnico della pittura futurista (1910) in dipinti a olio. Solidità della nebbia evoca molti passaggi del manifesto. Come notturno illustra in particolare l’interesse suscitato nei futuristi dall'illuminazione elettrica, che nelle città di inizio secolo permetteva un repertorio interamente nuovo di sensazioni ed esperienze visive: lo sdoppiamento della vita cui si fa riferimento nel manifesto. Il soggetto, in cui atmosfera e stato d'animo uniscono un gruppo di individui diversi, trova un equivalente letterario nella poesia unanimista allora in voga a Parigi, che Filippo Tommaso Marinetti conosce bene.
Il dipinto è strutturato in anelli concentrici che si irraggiano da due punti diversi, che rendono tangibile la sensazione fisica di una notte nebbiosa. Si percepisce in distanza la vaga forma di un veicolo trainato da un cavallo. Il tentativo di dipingere l'equivalente di una sensazione fisica è tipico di Russolo: opere precedenti, ad esempio, erano dedicate al profumo e alla musica. Tali esperimenti di sinestesia collegano Russolo ai pittori della Scapigliatura dell'Italia settentrionale di fine Ottocento, che nutrivano la convinzione tipicamente romantica che la tecnica pittorica potesse comunicare atmosfere e stati d'animo.

credits: Hangar Design Group