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Gino Severini

/Opere e biografia

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Ballerina blu, 1912
Olio e lustrini su tela, 61 x 46 cm
Collezione Gianni Mattioli
Deposito a lungo termine presso la Collezione Peggy Guggenheim, Venezia
© Gino Severini, by SIAE 2008


La danza è uno dei temi preferiti di Gino Severini, strettamente legata alla vita dei caffè parigini, molto frequentati da artisti e scrittori. Severini dipinse Ballerina blu insieme a Ballerina bianca (Civico Museo d'Arte Contemporanea, Collezione Jucker, Milano) verso la metà del 1912 nel suo studio parigino di Impasse Guelma, nello stesso edificio in cui viveva anche Georges Braque.
Nel 1912 Severini trova un compromesso con il Cubismo degli amici Pablo Picasso e Braque, usandolo specificamente come mezzo di espressione del movimento, tema che in quel momento era il suo principale interesse. L'effetto di movimento è ottenuto sia mediante la fusione di figura e ambiente circostante sia mediante la penetrazione della luce. L’effetto luminoso è rafforzato dall’applicazione sulla tela di vere e proprie paillette sull’abito, una pratica presente anche nei collage realizzati nei mesi precedenti da Braque e Picasso, ma che Severini attribuisce invece ad una conversazione con Apollinaire, che gli aveva segnalato l'abitudine dei primi pittori italiani di decorare i quadri persino con pietre preziose e con oggetti lignei.
Severini intendeva probabilmente esprimere in quest’opera un'interpretazione delle idee e dell’iconografia futuriste in parte originale rispetto alle posizioni degli altri pittori.

credits: Hangar Design Group